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Cos'è il Canottaggio Stampa E-mail

UNO SPORT ARMONIOSO,
IMMERSO NELLA NATURA,
FATTO DI POCHE PAROLE E TANTA GENEROSITA’,
QUESTO È IL CANOTTAGGIO.


Il canottaggio è uno sport in cui l’atleta usa come mezzo specifico una imbarcazione mossa mediante remi e con il solo ausilio della forza muscolare. Forzando un poco i termini di una corretta denominazione degli attrezzi sportivi, il canottiere si muove su di un “grande attrezzo”, la barca, manovrando un “piccolo attrezzo”, il remo; il tutto si sposta su di un elemento inquieto e idrodinamicamente complesso, rappresentato dall’acqua del bacino da regata.

Apparentemente semplice, il canottaggio è uno sport dalle mille difficoltà, e che richiede, tra l’altro, a chi lo pratica duttilità motoria, spiccata capacità di coordinazione e notevole senso dell’equilibrio dinamico:

  • La sequenza dei movimenti esige passaggi multipli ed immediati da un massimo di tensione dei muscoli impegnati ad una massima decontrazione possibile di essi, in concomitanza dell’inversione del verso del movimento;
  • Bisogna saper coordinare i propri movimenti con quelli degli altri vogatori con cui si coagisce;
  • Metà del ciclo di voga si compie con un inabituale movimento all’indietro e, in cinque imbarcazioni sulle otto previste dal codice delle regate, per taluni vogatori anche con la necessità di correggere la rotta della barca, diretta verso una meta situata alle spalle;
  • In alcune fasi della sua azione (attacco e finale) al canottiere è richiesta rapidità di esecuzione e tempo di reazione degni di un pugile o di uno sprinter;
  • I movimenti del canottiere vanno regolati sulla velocità dell’imbarcazione, che varia continuamente per il variare della condizione di gara e del campo di gara;
  • Il beccheggio ed il rollio dell’imbarcazione richiedono il controllo di tutti i movimenti dannosi e l’effettuazione di quelli compensatori.

Escludendo le gare delle categorie inferiori e quelle regolate da specifici codici, le competizioni di canottaggio si svolgono sulla distanza di 2000 metri in linea retta. Tale distanza è percorsa in un tempo che per condizioni di gara e tipi di barche diversi oscilla tra i 5 ed i 9 minuti.

La suddetta durata della regata fa collocare il canottaggio tra gli sport di tipo misto, aerobico-anaerobico con impiego elevato anche del meccanismo anaerobico lattacido di produzione di energia.

(dal libro del canottaggio scritto dal dott. Giuseppe LaMura)


CENNI DI STORIA DEL CANOTTAGGIO
La più antica regata nota con il nome di  “Doggett’s  Coat and Badge” risale al 1715 e fu ideata per commemorare la salita al trono di re Giorgio I, si svolgeva sul Tamigi ed è giunta oggi alla 222° edizione.

Fino al 1857 il canottaggio viene eseguito su barche tozze, pesanti e con sedile fisso, in questo anno un americano S.C.Rabkok introduce il “sedile scorrevole”, il quale permette l’utilizzo delle gambe oltre a quello delle braccia, rendendo il gesto della vogata molto più efficiente.

L’era moderna dello sport del remo si apre il 10 gennaio del 1829 alle ore 19.56 ad Henley in Inghilterra con la famosa “Boats Race” cioè la prima Oxford-Cambrige.

Nel 1892 viene fondata la FISA (Federation Internationale Des Societè d’Aviron), che organizza nel 1893 un Campionato del Mondo riservato ai soli uomini , solo nel 1954 vengono ammesse alle regate anche le donne.

Sin dalla prima Olimpiade moderna (1900) il canottaggio compare nel programma olimpico.

Nel 1974 viene introdotta la categoria dei pesi leggeri (peso massimo 72 Kg con una media per equipaggio di 70 Kg). La categoria corrispondente per le donne (peso massimo 59Kg e media di 57 Kg per equipaggio) è stata creata nel 1984.

Numerose sono state le innovazioni tecnologiche introdotte nel mondo del canottaggio:

  1. L’utilizzo di moderni materiali sintetici come kevlar e carbonio al posto del legno prima e della vetroresina poi.
  2. L’introduzione nel 1991 delle “big blade”, (pale a mannaia) le nuove pale di forma trapezioidale che gli studi recenti di Affeld (1993) hanno dimostrato una efficienza maggiore del 3% rispetto ai precedenti remi .
  3. L’introduzione del “remoergometro” attrezzo da sala che permette di vogare a secco e “indoor” che ha dato un grande impulso agli allenamenti e permette una migliore selezione degli atleti.


CARATTERISTICHE DELL’ATLETA PRATICANTE IL CANOTTAGGIO: “IL CANOTTIERE”

La statura ed il peso hanno un’importanza selettiva e determinante: per i canottieri italiani l’altezza media è di m. 1.85, il peso medio è di Kg 85.6 ed il “rapporto ponderale” P/S di 0.46 .

L’indice scelico (rapporto tra statura da seduti e statura in piedi) di 51.9 indica la prevalenza di soggetti dagli arti inferiori molto lunghi.

Un’altra caratteristica antropometrica specifica dei migliori canottieri è il possesso di una grande apertura alare.

E’ necessario un elevato rapporto forza/peso, intendendosi per forza specifica del canottiere la “capacità di resistenza alla forza rapida ciclica con elevato carico per ciclo e con durata prolungata”.

La capacità anaerobica alattacida ha, per il canottiere, importanza relativa, mentre la capacità anaerobica lattacida deve essere ottima. A quest’ultima deve essere associato un altro fattore molto importante: l’attitudine soggettiva a sopportare il malessere che le alte concentrazioni di lattato producono.

La capacità aerobica deve essere eccellente: è importante soprattutto una elevata potenza aerobica massima, il cui indice è il massimo consumo di ossigeno al minuto assoluto, espresso in litri: il VO2 Max l/M è di 6 in canottieri finalisti olimpici. E’ importante anche conoscere il valore del VO2 Max ml/Kg/min. che esprime la disponibilità di O2 per kilogrammo di peso corporeo e che in vogatori di alto liovello supera 60-65 ml/Kg.

Come per gli altri sport, il canottiere deve essere dotato della capacità di resistenza a stimoli psichici molto intensi talora cosi violenti da mettere a dura prova la tenuta psicologica dell’atleta. Inoltre, sempre da un punto di vista psicologico, l’atleta deve essere capace di una grande duttilità specie nei rapporti interpersonali, poiché il canottaggio è soprattutto sport di squadra e di tipo particolarissimo: i componenti devono restare in uno spazio ristrettissimo, la barca, spesso per ore.

Un canottiere dal grande potenziale energetico non raggiunge elevate prestazioni se non possiede sviluppate ad un ottimo livello: abilità (cioè gesto economico, ad alto rendimento biomeccanico), destrezza (capacità di economia di energia anche quando agisce usando potenze e ritmi molto elevati), maestria (capacità di compiere il movimento corretto mentre si dedica a compiti aggiuntivi per superare difficoltà improvvise).

(LA MURA il suo libro)